Storia

Non è un segreto per nessuno il fatto che in tutto il mondo esistono notevoli limiti al libero esercizio dei diritti delle persone disabili. Tali limiti rendono particolarmente difficile la loro partecipazione attiva alla vita sociale e bloccano le loro legittime aspirazioni e capacità. Ciò accade anche all’interno del nostro tessuto sociale.

L’adozione di misure pratiche e concrete atte al superamento delle difficoltà esistenti è di esclusiva competenza della classe politica. Tuttavia ogni cittadino, in quanto componente essenziale della propria comunità, dovrebbe avvertire l’urgenza di impegnarsi nel conseguimento di quel traguardo ancora lontano, ma certamente non utopistico, in cui saprà affermarsi il principio fondamentale che ha ispirato la nostra carta costituzionale: il diritto al lavoro per tutti senza discriminazione alcuna. Ogni soggetto disabile ha in se stesso potenzialità e ricchezze meritevoli che chiedono solo di essere utilizzate per la propria realizzazione personale contribuendo, nel contempo, allo sviluppo dell’intera collettività.

É proprio in questa collettività, infatti, che anche le persone handicappate vogliono vivere ed operare insieme alle persone normodotate. si tratta, quindi, di un processo di integrazione e di collaborazione che deve trovare convergenze e propulsioni utili per il suo compimento. forte di questa convinzione, la Cooperativa Sociale Galileo arl, ha inteso intraprendere questo itinerario. lo ha fatto consapevole di trovare nel suo cammino incomprensioni e diffidenze, ma altrettanto cosciente che soltanto superando ogni concezione pietistico-filantropica e pseudo romantica della disabilità è possibile conseguire uno sviluppo armonico complessivo cui tende, malgrado tutto, la fase sociale post-moderna che stiamo attraversando. la cooperativa sociale galileo, nel dare inizio all’attività, ha inteso interpretare quanto previsto, dalla legge 381/91 relativamente alla “disciplina sulle cooperative sociali”, nonché gli obiettivi contenuti nel documento approvato dalle nazioni unite nel dicembre 1993 circa le “norme uniformi sulle pari opportunità per le persone disabili”.

La filosofia che intende quindi perseguire la cooperativa sociale galileo è mirata alla creazione o modificazione di un ambiente sociale ed economico, tali da garantire “pari opportunità” per i soggetti svantaggiati nell’ambito dell’impiego della formazione e della riabilitazione. Lo statuto sociale della cooperativa, infatti, sancisce queste priorità e i mezzi necessari per la loro realizzazione tra i quali emergono quelli connessi alle nuove tecnologie ed all’utilizzo dell’informatica. L’art. 3 in particolare, determina la necessità di fornire, attraverso la propria attività nel settore informatico, un’opportunità di lavoro e di evoluzione personale e professionale ai portatori di handicap e del mondo del disagio senza perseguire fini di lucro.

A tale scopo la cooperativa può gestire attività di formazione e consulenza; attività di sensibilizzazione ed animazioni della comunità locale entro cui opera, al fine di renderla più consapevole e disponibile all’attenzione e all’accoglienza delle persone in stato di bisogno; attività di promozione e rivendicazione, all’impegno e all’istruzione delle persone deboli e svantaggiate e di affermazione dei loro diritti.

La Cooperativa Sociale Galileo viene ad inserirsi tra le cooperative del gruppo B, quelle cioè che devono esprimere la propria capacità imprenditoriale e provvedere all’economia aziendale attraverso l’acquisizione di commesse di lavoro. In sostanza, la nostra cooperativa si immette con la propria professionalità negli ambiti competitivi di un mercato che non consente improvvisazioni e neppure qualunquistici affidamenti. Solamente una corretta gestione manageriale capace di seguire adeguati criteri produttivi può, dunque, consentire l’espansione della cooperativa. È ben vero che la citata legge 381/91 prevede criteri di collaborazione con gli enti pubblici, ma è altrettanto vero che questi principi sinergici trovano difficile applicazione, al di fuori della sensibilità personale della dirigenza di questi ultimi, comunque circoscritti all’ambito locale. Siamo, infatti, di fronte a una concezione socio-economica completamente nuova e le semplici reiterate affermazioni di principio faticato a calarsi in questa realtà che dovrà, sia pure gradualmente, divenire l’asse portante di una nuova convivenza civile.

L’attività intersoggettiva, la “diversità”, la peculiarità individuale, dovranno essere necessariamente sempre più le caratteristiche di una comunità sociale libera da falsi mascheramenti e impegnata nella lotta contro l’appiattimento qualitativo e l’ipocrisia di un profitto fine a se stesso. Crediamo che l’economia, la tecnologia e l’intero progresso, siano in funzione " dell’uomo” e non viceversa. In questo ambito ha preso vita il primo progetto “Telelavoro, sì grazie”. Da questa esperienza, è emersa una nuova metodologia per il recupero sociale e lavorativo di persone, afferenti al mondo della tossicodipendenza e della psichiatria.

Abbiamo lanciato una scommessa che, nel coinvolgere l’affermazione della cooperativa sociale, fa proprio l’apporto e la costruttività del modello imprenditoriale veneto al fine di conseguire l’espansione positiva dell’iniziativa.


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